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LA FORMAZIONE DI CONDENSA NELLE PARETI
L’esigenza primaria al fine di mantenere le prestazioni dell’involucro edilizio è quella di evitare il rischio di formazione ed accumulo di condensa, affinchè la durabilità e l’integrità degli elementi costruttivi non venga compromessa.

La formazione di condensa  può essere di due tipi:
- superficiale quando interessa la superficie interna delle pareti, a causa del raggiungimento di elevati valori di umidità relativa dell’aria interna , che creano in prossimità dei muri, la comparsa di condensa;
- interstiziale quando all’interno  della parete, si creano delle condizioni di temperatura e pressione tali da raggiungere le condizioni di rugiada.

I danni arrecati dalla formazione della condensa nelle pareti provocano:
- un decadimento delle caratteristiche prestazionali delle pareti, con conseguente riduzione del grado di isolamento del muro a causa dell’umidità che vi è contenuta in esso;
- un peggioramento della vivibilità ed del comfort degli ambienti da esse delimitati;
- la comparsa sulle superfici delle parerti di muffe, efflorescenze con il conseguente danneggiamento degli strati di finitura interni ed esterni delle murature, quali cartongessi, intonaci…ecc.


CLIMABLOCK E ASSENZA DI CONDENSA
Per descrivere il comportamento di CLIMABLOCK in relazione al fenomeno della formazione di condensa, sono state definite delle tabelle (riportate di seguito), nelle quali si determina quando è verificata la PRESENZA o l’ASSENZA di CONDENSA all’interno della parete, tenendo in considerazione l’andamento della temperatura esterna.
Dall’analisi dei dati, verificati per i singoli blocchi con diversi spessori esterni di EPS, emerge per CLIMABLOCK una elevata resistenza alla formazione di condensa.
Confrontando, inoltre, i dati relativi a CLIMABLOCK, con quelli riferiti ad altre tipologie simili di muratura costituite da strato interno di EPS, calcestruzzo, strato esterno di EPS, si può affermare che l’ASSENZA DI CONDENSA per Climablock è verificata per temperature esterne di gran lunga inferiori rispetto alle altre tipologie di pareti.
 In particolare, per condizioni climatiche tipiche di climi freddi e rigidi, il comportamento della muratura CLIMABLOCK in relazione alla formazione di condensa risulta ottimo e garantisce  l’ assenza di condensa per valori di temperatura molto bassi.


La verifica della formazione di condensa all’interno di ogni singola parete e stata determinata, avvalendosi del Diagramma di Glaser, che è il metodo grafico attraverso il quale: una volta note la temperatura e l’umidità esterne ed interne; la temperatura, la pressione e le caratteristiche termiche relative ai singoli strati che compongono la parete, si costruiscono la curva delle pressioni parziali e quella relativa  alle pressioni di saturazione, verificando l’eventuale presenza di punti di intersezione tra le due curve.

Se ci saranno punti di intersezione starà a significare che in quei punti si verificheranno condizioni di temperatura e di pressione tali da portare l’aria ad uno stato di saturazione e di conseguenza in qui punti si avrà formazione di condensa.



COME SI FORMA LA CONDENSA
L’aria contenuta in un determinato ambiente può contenere una certa quantità di acqua , sotto forma di vapore acqueo in sospensione .
La quantità di vapore acqueo che può essere contenuta nell’aria dipende da due variabili, quali:la temperatura e la pressione.
Questo significa che, nell’aria può essere contenuta un quantità massima di vapore per ogni valore di temperatura e pressione e che, una volta che tale limite viene raggiunto si ha uno stato di saturazione dell’aria.
 Questa saturazione comporta che: per ogni incremento di una quantità di vapore oltre al limite massimo del valore contenuto, si ha una precipitazione del vapore sottoforma di condensa.

E’ chiaro che a condizione di pressione costante, ad un aumento della temperatura dell’aria corrisponda un aumento della quantità di vapore che in essa può essere contenuta. Di conseguenza, minore è la temperatura, minore sarà la quantità di vapore che può contenere l’aria.

PONTAROLO
Fig.1  Variazione delle condizioni di saturazione in funzione della temperatura

In condizioni normali l’aria non è satura, ma contiene una certa quantità di vapore ( g/KG) inferiore al valore che corrisponderebbe ad una situazione di saturazione dell’aria.
Questo rapporto tra il peso del vapore contenuto nell’aria ed il peso del vapore contenuto nella stessa aria satura viene detta UMIDITA’ RELATIVA e viene espressa in percentuale rispetto a quella assoluta.
Un valore di  80% di umidità relativa nell’aria quindi, starà ad indicare che essa contiene l’80% della quantità massima di vapore acqueo che può essere contenuto a quella temperatura.
La formazione di condensa si avrà quando in un ambiente, in presenza di una determinata umidità relativa, si farà diminuire la temperatura fino a raggiungere il valore di saturazione, con la conseguente precipitazione del vapore dallo stato gassoso a quello liquido (CONDENSAZIONE),
La TEMPERATURA DI CONDENSA o anche TEMPERATURA DI RUGIADA indicherà la temperatura dell’aria, alla quale si avrà la formazione di condensa e quindi di acqua.
Le considerazioni fin qui fatte, valgono ipotizzando di tenere costante una delle due variabili, per esempio la pressione e facendo variare la temperatura e viceversa, cioè anche qualora si decidesse di mantenere costante la variabile della temperatura, facendo variare la pressione.
Ne consegue che si definirà PRESSIONE PARZIALE, la pressione a cui si trova il vapore contenuto nell’aria, ad una data temperatura e PRESSIONE DI SATURAZIONE il valore di pressione corrispondente  ad una condizione di saturazione dell’aria ad una determinata temperatura.
L’UMIDITA’ RELATIVA esprimerà il rapporto tra la pressione relativa e quella di saturazione espresso in percentuale:
 
Ur =  P r / P s   ( in % )

LA VERIFICA DELLA CONDENSA NELLE PARETI ATTRAVERSO IL PROCEDIMENTO DI GLASER
Il fenomeno della formazione di condensa sulle pareti degli edifici si crea quando si raggiungono valori elevati di umidità relativa dell’aria interna, determinando così i presupposti per la formazione di rugiada sulla faccia interna delle pareti.
La condensa può interessare anche l’interno della parete, quando cioè all’interno degli strati che la compongono, si verificano condizioni di temperatura e pressione tali da indurre la condensazione del vapore acqueo.
Considerando che, il vapore acqueo presente in un ambiente, tende a muoversi da una zona in cui la pressione di vapore è più elevata ad un ‘altra in cui tale pressione è meno elevata; una parete che divide due ambienti posti a differente temperatura e pressione si troverà attraversata da un flusso di vapore, che passando attraverso i vari strati della parete incontrerà una resistenza.
Questa resistenza sarà direttamente proporzionale allo spessore del muro e alle caratteristiche di impermeabilità del materiale e quindi al valore di d, valore che prende il nome di COEFFICIENTE DI RESISTENZA AL PASSAGGIO DEL VAPORE ed indica la resistenza al passaggio del vapore di un certo materiale rispetto a quello dell’aria a parità di temperatura e pressione.
Un altro parametro utile per studiare il fenomeno della condensa è il COEFFICIENTE DI CONDUCIBILITA’ AL PASSAGGIO DEL VAPORE o PERMEABILITA’ indicato con m, che misura la quantità di vapore (Kg) che attraversa lo spessore di 1 mq per una differenza unitaria di pressione.
I coefficienti di RESISTENZA AL PASSAGGIO DEL VAPORE e quello di PERMEABILITA’,  rappresentano una caratteristica dei materiali da costruzione e sono legati alla densità dei materiali stessi. Essi sono ricavabili dalle apposite tabelle contenute nella Normativa.
Il processo con il quale , mettendo in relazione i parametri riferiti alle caratteristiche dei materiali ed i parametri fisici degli strati che compongono la parete, si perviene al tracciamento di un diagramma per la verifica della condensa nella parete, prende il nome di procedimento di Glaser.
Il Diagramma di GLASER permette di dimensionare la parete sia per quanto riguarda gli spessori degli strati, sia per quello che riguarda la scelta dei materiali che la compongono, in base alle caratteristiche di permeabilità degli stessi.
I parametri igrometrici  relativi ai singoli strati della parete che è necessario sono:
- Temperatura all’interno di ogni singolo strato;
- Pressione parziale di ogni strato
- Pressione di saturazione alle varie temperature;
- Resistenza al vapore dei singoli strati.

Una volta noti tali parametri si costruirà il relativo diagramma,  costituito da  un curva delle pressioni di saturazione ed una curva delle pressioni parziali.

CLIMABLOCK
Fig.2  Verifica della formazione di condensa nella parete attraverso la costruzione del diagramma di Glaser

Confrontando la curva delle pressioni parziali con la curva delle pressioni di saturazione all’interno dei vari strati del muro, si possono verificare i casi:

  • le due curve non hanno punti di intersezione, e quindi non vi sono pericoli di formazione di condensa ( vedi Fig 2)
  • le due curve hanno un punto di tangenza, in questo caso si sono verificate le condizioni per la formazione di condensa in un punto e quindi basterà una diminuzione della temperatura o un aumento della pressione relativa per provocare la comparsa di rugiada

CLIMABLOCK
Fig.3  Verifica della formazione di condensa nella parete attraverso la  costruzione del diagramma di Glaser,nel  caso in cui la curva delle Pressioni parziali e quella dele pressioni di saturazione abbiano un punto di tangenza

  • le due curve hanno più punti di intersezione, in questo caso il tratto compreso tra il punto di inizio e il punto finale della zona di ipotetica intersezione rappresenta il tratto della murature nel quale avviene la formazione di condensa

CLIMABLOCK
Fig.4   Verifica della formazione di condensa nella parete attraverso la  costruzione del diagramma di Glaser, nel  caso in cui la curva delle Pressioni parziali e quella delle pressioni di saturazione abbiano più punti di intersezione.

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